Lo spaventapasseri

E ricordati di riportare le bottiglie vuote agli Stewart dopo.”

Si si d’accordo…”

Matthew si avviò goffamente al granaio per dare una sistemata ai foraggi; odiava quella vita, non era fatto per la campagna ma sua madre era di vecchio stampo e non poteva permettersi sogni o esperienze da ragazzo di città. D’altronde lui era un contadino e non poteva essere nient’altro.
Il padre di Matt era morto poche settimane prima della sua nascita e da quel momento l’unico suo riferimento fu Thelma, sua madre.
Lei evitò sempre l’argomento ma in paese le persone mormoravano, creando storie su storie riguardo all’improvvisa quanto misteriosa scomparsa di Edward Shaw, il padre del ragazzo.
La leggenda più gettonata era quella dello “Spaventapasseri”: molti sostengono che Shaw sia stato ucciso da uno di quei fantocci utili a scacciare i corvi. Il fatto che il suo corpo non sia mai stato trovato gettò molta paura sugli abitanti, soprattutto in periferia, tanto che alcuni contadini tolsero gli spaventapasseri dai loro campi per poi bruciarli tutti insieme in un maestoso focolare poche notti dopo la sua scomparsa.
Tornando a noi, quell’afoso pomeriggio di luglio Matthew avrebbe dovuto riportare sei bottiglie di vetro agli Stewart, la famiglia che viveva dal lato opposto del campo di pannocchie; in pratica c’erano due ettari di terreno coltivato a dividerli.

Che vita del cazzo!”

Imprecò, tenendo ben salda fra le mani la cassa di bottiglie appoggiata al petto.

Mi sono rotto! Merito molto di più! Se mio padre fosse ancora vivo sarei potuto andarmene in città a studiare scienze!”

Una folata di vento mosse le pannocchie intorno a lui.

Ehi ragazzo!”

Si fermò, si voltò ma non vide nessuno; scrutò fra le piante ma non riuscì a capire da dove proveniva la voce.

Matthew, Matthew sono qui!”

Era come un sussurro, come se a parlargli fosse proprio il vento; oltretutto le piante attorno a lui presero a muoversi. Il ragazzo cominciò a preoccuparsi e riprese a camminare; nonostante ciò, la voce non smise di chiamarlo.

Ho sentito ciò che hai detto, lo sapevo anche prima…questa vita non fa per te…”

Lasciami stare!”

Mosso più che altro dalla paura, Matt cominciò a correre cercando di non far cadere le bottiglie; all’improvviso inciampò su una spiga caduta e la cassa si rovesciò, facendone uscire il fragile contenuto. Due recipienti si frantumarono mentre gli altri quattro restarono fortunatamente integri.
Cercò di togliersi un coccio di vetro dalla mano quando la misteriosa voce tornò a parlargli:

Vuoi che ti aiuti?”

Ti ho detto vattene via!”

D’accordo, ma prima lascia che faccia una cosa per dimostrarti che non voglio farti del male. Poi deciderai se cacciarmi o no.”

La scheggia conficcata nel polso di Matt uscì da sola, mossa da una forza invisibile. Il ragazzo restò stupefatto e domandò spiegazioni:

Come diavolo hai fatto?! Almeno fatti vedere!”

Promettimi solo che non scapperai. Promettimelo Matt.”

Va bene…va bene non scapperò.”

Dai fusti di pannocchie sbucò un vecchio spaventapasseri: aveva gli abiti rattoppati e un cappello di paglia logoro sul capo gettava ombra su un volto di iuta; dalle maniche e dai pantaloni fuoriuscivano delle stecche di legno.
Matthew restò scioccato da quella visione ma riuscì a non urlare. Deglutì poi farfugliò:

E t-tu…tu c-cosa saresti?”

Sono il signor George Scare Crow, ma puoi chiamarmi semplicemente Crow.”

Allora è v-vero…hai ucciso tu mio padre…”

Il fantoccio, senza badare alle parole di Matt disse:

Scommetto che è per colpa del cappello. Lo so è orribile, credo che me ne procurerò uno nuovo.”

Nonostante il sarcasmo, al giovane non scappò nemmeno un sorriso. Era tutto così assurdo: stava parlando con uno spaventapasseri vivo.
Crow proseguì:

Come va il polso?”

Matt si guardò distrattamente la mano ferita, poi tornò a fissare lo spaventapasseri:

S-si…si meglio…ma è tutto così irreale.”

A chi lo dici. Non è facile vivere come un fantoccio attira cornacchie; sopratutto se eri abituato a ben altre forme…”

Cosa vuoi dire?”

La voce di Thelma richiamò la sua attenzione. Era pronto da mangiare.

Devo andare. Mia madre preferisce cenare presto così dopo ha più tempo per godersi il tramonto.”

Tranquillo, ora sai dove trovarmi. Io abito qui.”

Matthew si avviò ma prima di tornare al ranch disse:

Dopo torno a pulire il casi…”

Si interruppe costatando che i cocci di vetro e la cassa erano spariti nel nulla e con loro il signor Crow.

Assurdo…”

Riprese a camminare parlottando fra sé e sé.
Entrò in casa, si lavò le mani e si sedette a tavola; sua madre domandò:

Allora ti hanno pagato gli Stewart?”

Non li ho trovati, forse sono dovuti andare in città per delle commissioni.”

Mmmh può essere, andrai domani mattina all’alba. Dove hai messo le bottiglie?”

Le ho lasciate nel granaio; lì so che non le tocca nessuno.”

Mentì bene ma mentre lo fece gli tornò in mente Crow e i suoi poteri: “Assurdo…” ripeté dentro di sé.
Fuori era ancora chiaro e il sole stava per concludere il suo ciclo quotidiano. Thelma prese il piatto e andò a sedersi fuori in veranda, Matt rimase da solo con i suoi pensieri.
Continuava a domandarsi come fosse possibile ciò che gli era appena accaduto; scrutò il campo di pannocchie dalla finestra e decise di tornare da Crow.

Mamma vado a controllare se gli Stewart sono tornati…intanto mi faccio una passeggiata.”

Lei annuì; stava piangendo, forse ricordando i bei ricordi del marito.
Matthew sparì fra le piante e si mise a cercare lo spaventapasseri chiamandolo con meno timore:

Signor Crow, sono…sono tornato. Signor Crow…”

Ancora quella singolare corrente d’aria fredda, poi sulla soglia apparve il vecchio spauracchio:

Volevi vedermi, Matthew?”

Ecco, volevo scusarmi per la mia reazione. Mi sono spaventato e ho reagito male.”

Nessun problema, ragazzo. Ti capisco sai?”

Davvero?”

Sai…molti anni fa, ancor prima che tu nascessi, queste colline pullulavano di spaventapasseri. Un giorno, un uomo sparì nel nulla e le voci presero a diffondersi. La diceria che uno di noi avesse ucciso quell’uomo, nonché tuo padre, passò di bocca in bocca e da orecchio ad orecchio fino a diventare quasi realtà. La maggior parte dei contadini decisero quindi di ammassare i loro spaventapasseri in un campo e di bruciarli; era la notte del 24 ottobre, esattamente 25 anni fa.”

Quindi oggi sarebbe il 25esimo anniversario?”

Proprio così.”

Pareva davvero esserci un volto dietro quel sacco di iuta, un volto umano. Crow proseguì malinconico:

Hanno bruciato mio padre quella notte. Per questo motivo posso capire ciò che provi.”

Però io il mio non l’ho nemmeno conosciuto, tu si. Non so cosa sia peggio sinceramente…”

Meglio nascere ciechi e non sapere di che forma è fatto il mondo, oppure diventarlo durante la propria esistenza vivendo nello struggente ricordo di ciò che hai potuto vedere?”

Il sole era praticamente tramontato e Matthew non aveva nulla per farsi luce:

Meglio che vada…domani torno qui va bene? Devo portare il latte agli Stewart. A proposito, dove hai messo le bottiglie che ho rotto?”

Sono nel tuo granaio. Non preoccuparti, va che si fa buio.”

Matt gli sorrise, poi si avviò verso casa. Alle sue spalle Crow gli disse:

Non sono sicuro che mi troverai domattina! Noi torniamo solo una volta all’anno!”

C’era qualcosa di macabro, di sinistro nelle sue parole. Oltretutto quel “Noi” implicava il fatto che ce ne fossero altri; certo se erano tutti buoni come il signor Crow non c’era da allarmarsi.
Matt entrò in casa, salì in camera sua e fece per chiudere gli abbaìni. Qualcuno stava bruciando sterpaglie nel campo e il ragazzo gli gridò di allontanarsi immediatamente:

Vattene via stronzo! Questo è un ranch privato!”

Il piccolo incendio continuò a illuminare la notte.

Sei sordo per caso!? Vattene subito o chiamo la polizia!”

Lentamente il fuoco si affievolì, fino ad estinguersi del tutto.
Matt si coricò e si addormentò.
L’indomani il giovane si svegliò di prima mattina e andò distrattamente nel granaio, quasi dimenticandosi di aver visto le bottiglie andare in frantumi. “Ma Crow mi ha detto che le aveva riportate qui? Me lo sono forse sognato?” Invaso dal dubbio, Matt aprì il grande portone di legno e lì, sulla destra vicino ai sacchi di scorta, vi era la cassa con le sei bottiglie di latte.
Si avviò nuovamente verso il ranch degli Stewart passando per il campo; ad un certo punto giunse in un piccolo spiazzo vuoto: per terra c’era della cenere e un cappello di paglia, lo stesso indossato da Crow.
Matthew ripensò a quello che gli aveva detto lo spaventapasseri, ossia che il loro “popolo” tornava solo una volta all’anno; evidentemente durante quei dodici mesi gli spauracchi rimasti si sarebbero inceneriti nell’attesa di riprendere forma il successivo 24 ottobre.

E così fu; lo stesso giorno dell’anno successivo il ragazzo si inoltrò nel campo di pannocchie e chiamò a gran voce il signor Crow:

Ehi signor Crow! Sono Matthew, Matthew Shaw! Ci siamo conosciuti l’anno scorso ricorda?”

Il classico spostamento d’aria gelida e in pochi secondi lo spaventapasseri si palesò:

Ciao Matthew. Hai visto, sono di nuovo qui…”

Il giovane sorrise, improvvisamente pervaso da una sensazione positiva:

Questo è il nostro appuntamento annuale.”

Dunque caro ragazzo, cos’hai combinato durante tutto questo tempo? Hai aiutato tua madre?”

Ho scelta? Direi di no…sono destinato a morire nel mio ranch, mio Dio.”

Il signor Crow tacque qualche secondo, poi prese la parola:

C’è una cosa che devo dirti Matt. Non pretendo che tu mi creda, voglio che tu sappia la verità. Io sono l’uomo sparito dalla periferia tanti anni fa…”

Matthew stava ascoltando, ma sopratutto stava comprendendo; Crow concluse:

Sono papà.”

I momenti che seguirono furono più che altro i silenzi colmi di incredulità da parte del ragazzo; prese coraggio e domandò:

Ma com’è possibile una cosa del genere?! Chi ti ha fatto questo?!”

Ho scelto io di diventare così. Sono stato un egoista lo so, ma non potevo fare altro; i Trembley, quei bifolchi in città, ne avrai sicuramente sentito parlare immagino…”

Matt negò col capo, Crow proseguì:

Loro volevano a tutti i costi acquistare la proprietà mentre io e tua madre continuavamo a respingere ogni offerta. Un giorno, più precisamente il 22 ottobre del 1955, Jack Trembley ci fece visita; ci disse che sarebbe stata la loro ultima proposta e che se non avessimo accettato ci avrebbero ammazzati.
Il ranch era tutto ciò che avevamo e non potevamo assolutamente perderlo, senza contare che tua madre stava per partorire! Cademmo nello sconforto ma la sera stessa giunse alla nostra porta una donna molto anziana; disse che sapeva tutto della nostra situazione e che vi era soltanto una strada per zittire i Trembley. Mi parlò in privato dicendomi che mediante una specie di incantesimo mi avrebbe trasformato, appunto, in spaventapasseri. Follia! Pensai. Eppure il suo piano era logico. Avrei spaventato talmente tanto quei farabutti da fargli perdere il desiderio di comprare il ranch.
Chiaramente non sarebbero stati gli unici a spaventarsi, infatti l’intera periferia passò mesi difficili dopo la mia scomparsa. Prima di acconsentire parlai con tua madre; scoppiò in lacrime, disse che non ce l’avrebbe fatta senza di me. Ma non avevo altra scelta; non potevo rischiare di vederla morire per mano di quei bastardi! Così presi quell’ardua decisione, senza nemmeno domandarmi se fosse la strada giusta, se fosse solo una gigantesca menzogna per distrarci; la vecchia mi portò al centro del campo, recitò qualche formula e…puff. Da essere umano in carne ed ossa sono diventato un fantoccio di legno con gli abiti rattoppati e un orribile cappello di paglia.”

Matthew restò scioccato dal racconto di Crow, ma trovò la forza per parlare:

Mamma piange spesso sai? Le manchi molto…”

Temo non abbia mai smesso di farlo da quella notte. È il suo fardello da portare; sai caro ragazzo, quando due persone che si amano si trovano a dover affrontare un problema o più semplicemente una scelta, non sempre fanno la scelta giusta e non sempre la scelta giusta risulta essere quella più felice. Sapevamo entrambi a cosa saremmo andati incontro, ma ciò che conta è che siate vivi e che continuiate a mandare avanti il ranch. Se sei convinto di voler intraprendere un’altra strada non puoi fartene una colpa; dopotutto tua madre è una donna forte, lo sai vero?”

Perché non mi ha mai raccontato la verità?”

Credeva che ti avrebbe spaventato o che tu non le avresti creduto; penso sia legittimo non credi?”

Matt si illuminò improvvisamente:

Chiamo la mamma! Chissà quante cose avete da dirvi!”

Ha giurato che non mi avrebbe mai voluto vedere sotto forma di…bé sotto questa forma insomma…”

E cosa ha risolto? Quando arriva ottobre piange ogni sera di fronte al tramonto e spesso questa sua malinconia va avanti per mesi. Prova a presentarti tu, falle una sorpresa!”

Non posso uscire dal campo Matthew, non posso proprio. Ci ho già provato ma rischio di prendere fuoco in un secondo. Dovrebbe venire lei qui…”

Mi inventerò qualcosa! Torno subito!”

No aspetta ragazzo! Non…”

Matt era già sparito fra le piante di pannocchie. Arrivò da sua madre e le disse che gli Stewart volevano consegnarle di persona il latte fresco delle loro bestie e che era invitata nel loro terreno.
Lei cascò nella trappola del giovane e si fece condurre in mezzo al campo, fino a che non si ritrovò davanti allo spaventapasseri.
Altri interminabili silenzi: Matt stava aspettando che si dicessero qualcosa, Thelma e suo marito Edward (il signor Crow) restarono immobili.
Dopo un paio di minuti la donna scoppiò in un pianto liberatorio ed abbracciò Edward; col sorriso rigato dalle lacrime disse:

Sei dimagrito tesoro…”

Risero tutti insieme mentre il sole di mezzogiorno scaldava le colline; passarono l’intera giornata a ridere e divertirsi, raccontandosi di tutto. Sembrava un allegro pic-nic di famiglia.
E così restarono, fino a che Edward non li invitò ad allontanarsi di qualche metro:

Devi già andare?”

Domandò Thelma a suo marito; lui le sorrise e rispose:

Un anno passerà in fretta, te lo prometto. E non stressare troppo il nostro ragazzo, in fondo potrebbe diventare un aspirante scienziato…”

Le fiamme divamparono sotto di lui e in pochi istanti sparì nel fumo di quel magico incendio. Matthew raccolse il cappello da terra, lo scrollò dalla cenere e se lo mise in testa, poi guardò sua madre e disse:

Ti prometto che ti darò una mano mamma, che ti aiuterò a mandare avanti il ranch, ma sento che posso fare grandi cose in città. Permettimi di dimostrartelo…”

Lei gli tirò un buffetto, poi concluse:

Sei proprio uguale a tuo padre…”